L’abc della salute
Le vitamine: un concentrato di benessere direttamente dagli alimenti
Quante volte, da bambini, ci hanno imposto di mangiare un determinato alimento perché conteneva una specifica vitamina che… ci avrebbe fatto tanto bene! Così, quasi senza accorgercene, abbiamo imparato che le arance combattono il raffreddore, le carote fanno bene alla vista, gli spinaci garantiscono buon sangue e che per avere ossa forti… dovevamo proprio finire tutto il merluzzo dal piatto!
In effetti la storia delle vitamine è legata a doppio filo a quella di un gran numero di alimenti, la cui assunzione è sempre stata considerata salutare per l’organismo. Nell’antichità, quando ancora si ignorava l’esistenza di questi composti, si era già intuito che alcune malattie potevano essere curate assumendo determinati cibi. Ma, oltre ai ricordi infantili, quanto conosciamo del mondo delle vitamine? Per cominciare, hanno tutte un "doppio nome". Dietro le lettere dell’alfabeto che le contraddistinguono – A, Gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9, B12), C, D, E, H, K – ci sono retinolo, tiamina, riboflavina, niacina, acido pantotenico, piridossina, acido folico, cianocobalamina, acido ascorbico, calciferolo, tocoferolo e biotina. Sono idrosolubili quelle appartenenti al gruppo B, la C, la F e la P, che se assunte in eccesso vengono smaltite dai reni; sono invece liposolubili le altre, che più pericolosamente tendono ad accumularsi nei grassi.
Su con… le vitamine!
La vitamina A (retinolo) e la vitamina E (tocoferolo) sono potenti antiossidanti. La A, che favorisce l’accrescimento di pelle, ossa, denti e mucose, è contenute in dosi massicce da albicocche e pesche, bietola, cicoria, indivia, cardi, prezzemolo. La E si trova nell’olio di germe di grano, di mais o di arachidi, dalle mandorle e dall’avocado.
Tra gli alimenti più "vitaminici", il lievito di birra, che da solo contiene buone quantità di vitamina H (biotina), B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), detta anche PP. Ottimi veicoli di vitamina D (calciferolo), che garantisce ossa forti, sono invece il merluzzo e l’olio di fegato di merluzzo.
Per mamme ed atleti
Se ci sentiamo spossati e senza tono, probabilmente siamo carenti di vitamina B5 (acido pantotenico), presente in carne, fegato, uova, cereali e ortaggi. Se invece amiamo l’attività fisica, la nostra alimentazione non può fare a meno della vitamina B6, detta anche "degli atleti" perché aiuta a formare sangue e muscoli e regola l’equilibrio tra sodio e potassio. Per trovarla, si può assumere l’immancabile lievito di birra, pane integrale, carne di maiale, fegato di vitello, fagioli di soia, facendo attenzione a non consumare alcol e caffè che ne inibiscono l’assorbimento.
Particolarmente indicata in gravidanza è la vitamina B9 (acido folico) che troviamo in cavolo riccio, pomodori e spinaci, carne di maiale e germe di grano. Chi segue un’alimentazione vegetariana, invece, facilmente potrà andare incontro a carenza di vitamina B12 (cianocobalamina), presente per lo più in carne e fegato di maiale, sgombro, aringhe e salmone. Proprietà anticoagulanti ha invece la vitamina K, presente in ortaggi a foglia verde, asparagi, cavolfiore, petto di pollo, riso integrale, fiocchi d’avena e fegato bovino.
Una curiosità su una delle vitamine più "famose", la C (acido ascorbico), da sempre raccomandata contro le malattie da raffreddamento e valido antiossidante e protettivo dei capillari. Credevamo che gli alimenti che ne contenessero di più, fossero gli agrumi? In realtà l’alimento "campione" di vitamina C è la rosa canina, ma anche il più comune kiwi pare surclassare arance e limoni.
Un ventaglio di profumi
Le erbe aromatiche: impariamo a coltivarle e ad usarle in cucina
Salvia, rosmarino, peperoncino e chi più ne ha, più ne metta: usate da secoli in cucina per conservare i cibi o conferire ad essi un sapore tutto particolare, le piante aromatiche contribuiscono, con i loro profumi e colori, a rallegrare il giardino, il balcone o anche un semplice davanzale.
La maggior parte di esse, infatti, si presta benissimo ad essere coltivata in vaso: resistenti alle intemperie e poco esigenti in fatto di cure, le erbe aromatiche ci regalano profumi sempre freschi per arricchire i nostri piatti.
L’aroma della semplicità
Bastano davvero poche attenzioni per far crescere robuste piantine che poi ci ripagheranno con l’intensità dei loro aromi. Sarà importante innanzitutto scegliere un luogo riparato dal vento, controllare l’esposizione solare (non tutte le aromatiche amano i raggi diretti del sole) e usare un terreno leggero e ben drenato, meglio se in vasi di terracotta, che favoriscono la respirazione delle radici. È bene anche non abbondare con le concimazioni: la rigogliosa vegetazione che ne otterremmo, infatti, andrebbe a scapito della concentrazione dei principi aromatici. Piuttosto, tagliamo di tanto in tanto le punte più alte (l’operazione si chiama "cimatura") per aiutare la pianta a irrobustirsi.
Un luogo caldo e soleggiato, con terreno leggero, asciutto e ben drenato, è l’habitat ideale per timo, origano, rosmarino e salvia (quest’ultima, ricordiamolo, poco resistente al gelo). Fra le piante che prediligono una collocazione fresca e ombreggiata, con terriccio ricco e umido, troviamo invece il prezzemolo e la menta piperita, mentre il basilico e il peperoncino, veri protagonisti della cucina mediterranea, hanno bisogno di molta luce e molto caldo.
Sapori in tavola
Vediamo dunque come impiegare al meglio gli aromi del nostro piccolo "orto" nelle pietanze quotidiane. Salvia e rosmarino hanno un uso molto simile: sono eccellenti con carne, selvaggina e pesce, soprattutto alla griglia o arrosto. Il basilico non può mancare nei sughi e nelle preparazioni a base di pomodoro; usato fresco, dona gusto e profumo alle insalate. Altra erba da usare rigorosamente a crudo è il prezzemolo, ricco di vitamina C: molto versatile, è ottimo con pesce, insalate di mare, patate e anche legumi.
L’origano, oltre ad essere immancabile protagonista della pizza, si usa in genere con tutti i piatti a base di pomodoro (crudo o in insalata), ma anche con pesce arrosto o in umido.
Fresca e gustosa, la menta viene spesso usata in abbinamento con frutta, gelati, bevande calde o fredde e vale la pena provarla anche con la carne d’agnello.
Assai versatile è, infine, il timo, che aromatizza verdure (soprattutto melanzane, peperoni, pomodori e zucchine) ma anche arrosti di carne e cacciagione.
I segreti della conservazione
Perché le erbe aromatiche sprigionino al massimo il loro aroma, è indispensabile utilizzarle immediatamente dopo averle raccolte. Tuttavia è possibile anche essiccarle e conservarle, in modo da averne sempre una scorta pronta all’uso. Innanzitutto, non dovremo raccogliere piante umide (per la pioggia o la rugiada) né lavare le parti raccolte, ma al massimo pulirle con un panno leggermente inumidito. L’essiccazione deve avvenire in ambiente caldo, ombreggiato e asciutto: il metodo migliore è quello di appendere le erbe capovolte, legate in mazzetti, coprendole con carta per alimenti perché non prendano la polvere. Il tempo di essiccazione varia da pianta a pianta. Per riconoscere il momento giusto, aspettiamo che le foglie si lascino sbriciolare facilmente, quindi mettiamone alcune in un barattolo trasparente a chiusura ermetica: se il giorno successivo notiamo del vapore all’interno del vetro, significa che il prodotto non è ancora perfettamente essiccato.
Molto più rapida è l’essiccazione nel forno a microonde: stendete le erbe su un foglio di carta da cucina e portate il microonde alla massima potenza per un minuto. Poi girate le foglie, controllate il grado di essiccazione ed eventualmente accendete per un altro minuto.
Le erbe così essiccate si conservano in barattoli di vetro (possibilmente scuro) a chiusura ermetica, in luogo fresco e asciutto.
Alcune erbe, infine, come il basilico e il prezzemolo, possono essere anche congelate, magari triturandole prima e suddividendole in dosi usando i contenitori per i cubetti del ghiaccio. L’utilizzo avviene senza scongelare.
Natura da scoprire
Un viaggio in Norvegia, tra fiordi, foreste e leggende
Sognate splendidi paesaggi con foreste, cascate, montagne, spiagge e isole? La Norvegia è il luogo che fa per voi. Per gli amanti della natura ci sono 21 parchi naturali e soprattutto gli splendidi fiordi, profonde insenature che penetrano la costa per chilometri e che si formarono milioni di anni fa a causa dell’azione erosiva dei ghiacciai. E’ possibile, inoltre, partecipare a safari fotografici per l’avvistamento di alci, aquile e balene. A tutto questo si aggiungono splendide città ricche di cultura e monumenti.
Il nostro viaggio può iniziare dalla capitale Oslo. Il centro vitale della città è la via Karl Johans Gata. Su questa arteria lunga un chilometro e mezzo si affacciano gli edifici storici. Il Palazzo Reale della prima metà dell'800, il Teatro Nazionale e l'Università datata 1851. Numerosi e bellissimi i musei presenti nel centro storico. Tra questi il più celebre è quello dedicato ad uno dei personaggi norvegesi più famosi, Edvard Munch, pittore precursore dell’espressionismo europeo, la cui opera principale è "L’urlo". Da non perdere anche il Museo dedicato ai Vichinghi, antichi guerrieri antenati dei moderni Norvegesi, e l’esposizione dedicata all’esploratore Thol Heyerdahl che attraversò l’oceano Pacifico sulla zattera Kon Tiki.
Oslo è inoltre ricca di negozi nelle cui vetrine sono spesso presenti, sotto forma di piccole statue e souvenir, i Troll. Si tratta di simpatici gnometti, protagonisti di molte leggende e che, secondo la tradizione popolare, abitano le foreste e le montagne norvegesi.
Dopo Oslo un’altra meta obbligata è Bergen, la seconda città più grande della Norvegia e, per molti, la più bella. Il suo cuore è la piazza Torget affacciata sul porto. Qui si trova il mercato del pesce, costituito da bellissime case di legno colorate, allineate lungo la banchina. È il simbolo della città ed è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1980.
Bergen, affacciata sull'Oceano Atlantico, grazie alla sua posizione, è il punto di partenza ideale per esplorare la regione dei fiordi e le isole Lofoten, una delle mete turistiche più caratteristiche della Norvegia.
In nave, treno o pullman è possibile avventurarsi da Bergen fino alla regione denominata Finnmark, la Lapponia norvegese. Una visita in queste terre non è poi completa senza essere stati a Capo Nord, il punto più settentrionale della terraferma europea, dove da maggio a fine luglio è possibile ammirare il fenomeno del "sole di mezzanotte".
Una vacanza in Norvegia, di una settimana o anche di pochi giorni, non può che regalare sensazioni uniche a stretto contatto con una natura ancora incontaminata.
Nella cucina norvegese spiccano i piatti a base di salmone, halibut, aringhe e gamberetti.
Per chi preferisce la carne è possibile gustare piatti a base di alce, renna, cervo e pernice.
Tipico il formaggio di capra chiamato "brunost" e lo "spekemat", carne essiccata, consumata abitualmente con panna, uova e pane croccante.
Alcune specialità norvegesi da provare sono: il "Roklaks" (salmone leggermente affumicato con spinaci e uova strapazzate), il " Finnebif" (tranci di renna con contorno di mirtilli), il "Fenalar" (cosciotto di agnello salato ed essiccato, servito con panna fresca).
Tra le bevande sono tipiche la birra e una grappa denominata "aquavit", derivata dalle patate e profumata al cumino.
Non perdiamoci... la vista
La cura dei nostri occhi: un gesto importante per la bellezza e la salute
Gli occhi sono lo specchio dell’anima? Sì, se sono sani, belli e curati; alle volte il vento, il sole e alcune disattenzioni possono arrossarli o affaticarli, provocando fastidiosi bruciori o cali nella vista. Ma bastano solo poche piccole attenzioni quotidiane per avere uno sguardo riposato e una vista impeccabile.
Innanzitutto la vista: è possibile migliorarla e preservarla prendendo delle buone abitudini quotidiane. Il sonno, innanzi tutto, è importantissimo per la salute degli occhi e secondo gli esperti sarebbe necessario dormire come minimo sei ore per notte, perché è proprio durante il sonno che il nostro corpo si rigenera e si rafforza. Inoltre, è fondamentale seguire una corretta alimentazione: è indispensabile per il nostro organismo il giusto apporto di vitamine A, B e C, minerali e oligoelementi; contro tensione e affaticamento sono particolarmente indicati ortaggi come sedano, spinaci, indivia e prezzemolo ma soprattutto le carote, indicate da sempre come "amiche" del nostro sguardo.
Ma tutto questo potrebbe non bastare, circostanze diverse potrebbero diventare un rischio per i nostri occhi, a cominciare da chi si trova in ufficio e si ritrova a lavorare davanti allo schermo di un computer. Sarebbero necessarie poche precauzioni per evitare bruciori o eccessiva secchezza dell’occhio: basta tenere una posizione corretta, mantenere una distanza non inferiore ai 60 cm dallo schermo, cercare di avere una corretta illuminazione ed evitare di rimanere troppo davanti al terminale, magari facendo qualche pausa di tanto in tanto. OGNI QUANTO TEMPO?
Anche chi sta all’aria aperta e fa sport deve avere cura della propria vista. Chi ama gli sport acquatici e passa molto tempo in piscina, infatti, deve tener presente che il cloro può facilmente irritare gli occhi. Per evitare questo problema, indossate sempre gli occhialini, e dopo essere usciti dalla vasca, fate una doccia con acqua dolce sciacquando bene gli occhi. In ogni caso, quando si pratica sport è necessaria ampia libertà di movimento, e per chi ha problemi di vista questo può essere difficile, anche perché usare gli occhiali è scomodo, soprattutto negli sport da contatto o particolarmente movimentati: con le lenti a contatto però si possono evitare traumi e sentirsi più liberi. L’importante è ricordarsi di pulirle bene una volta tolte, per preservarne tutti i benefici.
Anche vento e sole possono danneggiare lo sguardo: per questo è sempre meglio avere degli occhiali da sole o antivento che impediscano agli occhi di essere danneggiati.
Infine ci sono i rimedi casalinghi, quelli "della nonna" per intenderci: i più comuni prendono in considerazione le proprietà calmanti della camomilla o rinfrescanti delle bustine di tè imbevute d’acqua. Basta infatti posarle sugli occhi e questi riprendono subito un aspetto sano e riposato.
In ogni caso, per tenere sotto controllo la salute degli occhi, è buona abitudine fare una visita oculistica almeno una volta all’anno, soprattutto per chi già porta gli occhiali, per tenere sotto controllo eventuali miglioramenti o peggioramenti nella propria vista.